Fini e Berlusconi: «Ora subito elezioni», Dini e Casini: «Esecutivo tecnico»
ROMA - Il fronte del no gioisce compatto per la sconfitta del governo al Senato (stappando bottiglie di champagne dentro e fuori dall’Aula), ma si divide sul da farsi. C’è chi come Berlusconi e Fini chiede «elezioni subito» e chi come Dini e Casini auspica un esecutivo tecnico per le riforme in modo da andare alle urne con la nuova legge elettorale.
BERLUSCONI - «E’ necessario che non si facciano manovre di Palazzo per la legge elettorale, cosa che non sarebbe di alcuna utilità, ma che si vada subito al voto» ammonisce Silvio Berlusconi intervenendo con una telefonata al Tg4 poco dopo il voto che ha aperto la crisi. Berlusconi ribadisce la sua contrarietà ad ipotesi di esecutivi tecnici o istituzionali perché «quello che è accaduto al Senato rispecchia il voto degli italiani, la maggioranza che sostiene il governo Prodi è implosa e bisogna restituire subito la parola agli elettori». Poco più tardi però arriva una precisazione: «Non ho fatto nessuna data. Ho solo detto che bisogna ridare la parola al voto il più presto possibile» ha detto il Cavaliere in collegamento telefonico con «Porta a porta».
FESTA DI PIAZZA CON FINI - Stesso auspicio da Gianfranco Fini: «Ora subito le elezioni», dice mentre festeggia con i militanti e lo stato maggiore di An davanti al maxischermo allestito in Largo Goldoni. Tra lanci di coriandoli, striscioni che recitano "Ora Prodi prenda un taxi per andare a casa" e bandiere del partito, il leader di An ha stappato una bottiglia di champagne e si è lasciato andare a cori da stadio: «Alè, Prodi vattene, alè Prodi vattene…», «Tanto pè cantà, perché Romano se ne deve andare…». Dopo che dal maxischermo allestito in Piazza Goldoni si è udito il "no" del senatore della Sinistra Critica, Franco Turigliatto, i militanti di An si sono lasciati andare ad un lunghissimo applauso. L’ex ministro degli Esteri, ha subito commentato: «È la prima e l’ultima volta che Alleanza Nazionale applaude così caldamente un comunista».
CHAMPAGNE IN AULA - Festeggiamenti anche in aula al Senato: al momento della lettura del voto che sancisce la sconfitta del governo al Senato sulla fiducia, i senatori dell’opposizione esplodono in fragorosi applausi. I senatori di An Strano e Gramazio stappano lo spumante bagnando i loro banchi e i senatori circostanti richiamati dal presidente Marini («non siamo all’osteria»).
CASINI - Se Fini e Berlusconi chiedono il voto subito, Pier Ferdinando Casini invita invece a procedere prima alle riforme: «Le contraddizioni emerse nel centrosinistra e l’impegno coerente dell’opposizione in Parlamento hanno portato alla fine di un governo inviso alla maggior parte degli italiani. Adesso è necessario non sbagliare per evitare di trasformare le speranze in nuove delusioni» scrive il leader dell’Udc in una nota commentando la sfiducia del Senato al governo Prodi.
DINI - A favore di un esecutivo tecnico anche i Liberaldemocratici Lamberto Dini e Giuseppe Scalera (che si è astenuto). «Si è assistito a un’inutile prova muscolare che doveva essere evitata, ora, non si facciano altri errori. Si lavori, da subito, responsabilmente, per aprire una fase nuova che non faccia precipitare il paese verso le elezioni, seguendo il percorso di un governo istituzionale che affronti rapidamente poche, fondamentali riforme, tra le quali appare fondamentale quella legge elettorale indispensabile per garantire governi stabili ed efficaci».
Fonte: www.corriere.it Foto: AGF e Ansa
