Vesuvio
Il Vesuvio…un vulcano tra miti e leggende…
Inserito da admin il 1 Agosto, 2007
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Il Vesuvio è un vulcano particolarmente interessante per la sua storia e per la frequenza delle sue eruzioni. E’ situato all’interno della costa del golfo di Napoli, a circa 10km dal capoluogo Campano. Il Vesuvio costituisce un colpo d’occhio di inconsueta bellezza nel panorama della Campania, sia se visto dalle alture di Napoli, sia se visto dai Monti Lattari. Nell’antichità il Vesuvio era ritenuto consacrato all’eroe semidio Ercole, e la città di Ercolano, alla sua base, prendeva da questi il nome, così come anche il vulcano, seppur indirettamente. Ercole infatti era ritenuto essere il figlio del dio Giove e di Alcmena, una donna di Tebe. Uno dei nomi di Giove era(Ves). Veniva così chiamato per essere il dio della pioggia. Così Ercole divenne
(Vesouuios), il figlio di Ves. Per molti secoli fu un monte tranquillo, non semrava un vulcano. Scrittori antichi lo descrissero coperto di orti e vigne, eccetto per l’arido culmine. Così, non conoscendosi la sua natura vulcanica, la fertilità dei terreni circostanti favorì gli insediamenti osci e sanniti di Stabia, Pompei ed Ercolano, i cui abitanti non nutrivano alcun sospetto sul rischio potenziale dell’area. Nel 62 d.c. gli abitanti subirono un primo colpo: la montagna si scosse violentemente di colpo e un gran numero di case vennero distrutte dal terremoto. Con la ricostruzione degli edifici crollati tutto sembrava essere tornato alla normalita. Ma un giorno dell’autunno del 79 su Stabia, Pompei e Ercolano si scatenò il finimondo. A seguire l’evento c’era Plinio il Vecchio che quel giorno era al suo posto di comando della Flotta Romana dislocata a Miseno. Vedendo questa notevole apparizione, Plinio il vecchio, grande naturalista e, ovviamente, attento all’osservazione di fenomeni insoliti, fece approntare una nave per andare a vedere più da vicino cosa stesse avvenendo, e offrì al nipote l’opportunità di accompagnarlo, ma Plinio il giovane preferì restare a casa. Durante l’eruzione Plinio il Vecchio mori e solo grazie al nipote, Plinio il Giovane, sappiamo come morì . Tacito, per la composizione delle sue Historiae, chiese molti particolari dell’eruzione del Vesuvio a Plinio il Giovane, il quale nelle Epistulae a Tacito descrive dettagliatamente la tragedia, affinche la morte dello zio, Plinio il Vecchio, sia destinata a gloria immortale. Oggi il Vesuvio è meta di turisti chh, ogni giorno, fanno escursioni per osservare il panorama che dal suo cratere si può osservare. (www.bitebyte.org)
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