A Cannes 10 minuti di applausi per “Mio fratello è figlio unico” - Luigi Liberti

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L’indifferenza con la quale era stato accolto Riccardo Scamarcio, ed una trama molto italiana faceva presupporre un tiepido riscontro da parte di "Mio fratello è figlio unico". Invece, quasi 10 minuti di applausi hanno salutato la prima del film di Daniele Luchetti, in concorso al Festival di Cannes nella sezione "un certain regard". "Sono veramente molto soddisfatto e anche molto emozionato per questa accoglienza - ha detto Daniele Luchetti all’uscita del palazzo del cinema - devo dire che il film ha avuto forse un’accoglienza perfino più calorosa che in Italia e i dubbi che questa storia, così italiana sull’epoca della nascita degli anni di piombo non venisse capita sono stati fugati". Daniele Luchetti si considera e si sente "un po eroico", da solo con l’unico film tricolore (a parte il fuori concorso Centochiodi di Olmi e i tre minuti del corto di Nanni Moretti nel film collettivo Cachun son cinema, per i 60 anni del festival). "In Italia si fanno troppi pochi film - dice il regista- Siamo quasi eroici ad essere qui rispetto alla quantità di opere prodotte. La statistica ha la sua importanza anche in fatto di cinema: 60 film l’anno, 30 opere prime, sono poche. E questa è una vera disperazione, nel momento in cui eccezionalmente aumenta il pubblico, dovrebbero aumentare anche i soldi per il cinema, invece si produce poco e con poche risorse e questo contribuisce a chiarire perchè siamo cosi pochi al festival. I film che potevano stare qui, semplicemente non sono stati girati. In Francia al cinema arrivano 1000 miliardi l’anno, in Italia 30 milioni. Queste cifre dicono già tutto. Il vero dramma - prosegue con passione il regista - è che il cinema è molto vicino alla politica, a funzionari che non necessariamente sanno di cinema. Siamo molto preoccupati ad esempio della poltrona vacante alla guida di Rai Cinema. E poi in Italia c’è poca trasparenza sul denaro pubblico: non sai mai come la torta viene divisa". La cosa certa sono i molti applausi e gli spettatori tutti in piedi alla fine del film. "In Italia mi sarei aspettato più polemiche, invece in Francia le hanno fatte solo quelli che istituzionalmente dovevano. Mi auguro che questo consenso segua la distribuzione del film anche all’estero". Per "Mio fratello è figlio unico", le vendite si sono appena aperte, anche se Riccardo Tozzi di Cattlyea parla già della vendita dei diritti del film in Gran Bretagna e in Spagna, mentre il 12 settembre in ben 150 copie uscirà proprio in Francia. Intanto, il regista, i protagonisti Elio Germano e Riccardo Scamarcio e i produttori i distributori e gli autori del film subito dopo la proiezione sono andati a festeggiare nel party organizzato in loro onore sulla spiaggia di fronte all’hotel Carlton.

Luigi Liberti - www.ilquotidianodelcinema.tv


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